Conflitto scapolo-omerale: cosa è, e come impedirgli di interferire con la vostra vita quotidiana

26 giugno 2018

Il conflitto scapolo-omerale può causare dolore costante ed aggravarsi con attività anche banali, interferire con il riposo notturno e, a lungo andare, avere un impatto significativo sulle attività che amate svolgere. Vediamo da cosa è causato e come intervenire prima che ciò avvenga.

Il conflitto scapolo-omerale (noto anche come impiegment scapolo-omerale) è una condizione meccanica dove il tendine del sovraspinoso, uno dei tendini della spalla, viene schiacciato fra scapola e testa dell’omero, andando così a generare attrito e, a lungo andare, ad infiammarsi.

 

È una sindrome abbastanza subdola, in quanto difficilmente vi darà, almeno all’inizio, un dolore importante, e così facendo spesso passano molti mesi fra l’esordio dei sintomi ed i primi trattamenti efficaci.

Nelle sue prime fasi potrete sentire un fastidio non ben definito nella regione della spalla, potrete avere difficoltà a svolgere attività con il braccio in determinate posizioni così come a portare la mano più in alto della testa.

Con il passare del tempo il dolore diventerà sempre più presente, magari peggiorando dopo l’uso del braccio ed a fine giornata, ed andare a condizionare la posizione che assumete per dormire.
Ma come si arriva a questo punto?

Solitamente l’impiegment scapolo-omerale è secondario ad un trauma, sia locale sulla spalla che nelle immediate vicinanze (ad esempio un colpo di frusta in regione cervicale); tuttavia sono molto frequenti anche gli esordi spontanei, dati da numerosi fattori:

Meccanica scapolare impropria:                                                                                                                               La stragrande maggioranza dei movimenti della spalla non sono a carico solo dell’articolazione che immaginate, ma coinvolgono un complesso di più articolazioni che si dovrebbero muovere in sincronia. Un’errata cinetica della scapola nel suo scorrimento sulla gabbia toracica è spesso causa di infiammazione del tendine del sovraspinoso, in quanto, non collaborando correttamente al movimento, fa sì che la testa dell’omero vada precocemente ad “urtare” contro il margine osseo della scapola sovrastante.

 

 

Squilibri muscolari:
Gli equilibri fra i muscoli della spalla sono molto precisi e basta molto poco ad alterarli. Anatomicamente disponiamo di quattro forti muscoli in grado di ruotare internamente la spalla (grande pettorale, grande dorsale, grande rotondo e sottoscapolare) e solo di due in grado di ruotarla esternamente (piccolo rotondo e sottospinoso). Viene facile capire quindi
come non sia difficile avere una predominanza della rotazione interna su quella esterna, con conseguente riduzione dello spazio a disposizione del tendine del sovraspinoso.

Postura impropria:
Le posture che assumiamo quotidianamente (guidando, lavorando alla scrivania e, in alcuni casi, allenandoci) spesso ci costringono in posizioni che vanno a ridurre lo spazio di scorrimento del tendine del sovraspinoso: così facendo la guarigione spontanea diventa più improbabile e si facilita il mantenimento della sintomatologia.

Ma cosa fare quindi per iniziare a trattare questo dolore?
Una prima opzione è l’applicazione di ghiaccio sulla zona, in modo tale da ridurre l’infiammazione presente, nonché i sintomi.

 

 

Per dare sollievo al tendine decomprimendolo potete provare ad eseguire degli esercizi di pendolarismo: appoggiandovi su una superficie rigida (come può essere un tavolino) lasciate andare il braccio completamente fuori, rilassato, concentrandovi sul rilasciare tutti i muscoli sia della spalla che della scapola.

Questi suggerimenti tuttavia non si sostituiscono al parere di un esperto. Se i vostri sintomi non migliorano sarebbe opportuno prenotare una visita: il vostro terapista saprà trovare gli esercizi più idonei ed aiutarvi a ritornare ad avere una quotidianità priva di dolore.