Come non farsi spaventare dai risultati dei propri esami

5 giugno 2018

RX, TC e Risonanze Magnetiche possono dare risultati inattesi e spesso preoccupanti: vediamo insieme di cosa c’è da avere paura e di cosa no. Di seguito una piccola guida – un how to – su come non farsi prendere dal panico e spaventare dai nostri esami.

Procedure di imaging come RX, TC, MR (risonanza magnetica) sono molto importanti per identificare condizioni patologiche come fratture, lesioni spinali, lussazioni etc. Tuttavia, spesso, ai risultati “clinicamente interessanti” si accompagnano numerosi risultati minori che non sono di alcun aiuto nello spiegare il sintomo che percepite. Non solo gran parte dei risultati di un esame diagnostico non sono affatto di aiuto, ma alcuni studi sostengono che questi possano essere addirittura dannosi da un punto di vista psicologico, creando inutili preoccupazioni, soprattutto quando compaiono parole come artrosi, degenerazioni discali, protrusioni discali (bulging), lesioni tendinee etc. 1,2,3

Di seguito vi elenchiamo i principali esiti di cui è bene essere a conoscenza per evitare preoccupazioni inutili.

 

 

Tratto cervicale:

Uno studio ha selezionato adulti ed anziani sani ed ha eseguito una risonanza magnetica su di loro, riscontrando che il 98% degli uomini e delle donne mostrava evidenze di “alterazioni degenerative” nei dischi del tratto cervicale.4
Un altro studio durato 10 anni ha comparato le risonanze magnetiche di persone sane con quelle di vittime di colpi di frusta. Sia nell’immediato che a 10 anni di distanza, entrambi i gruppi mostravano risultati simili, con 3/4 dei partecipanti che presentavano protrusioni discali.5

Conclusioni: Visto che la stragrande maggioranza degli adulti sani presenta degenerazioni cervicali (artrosi) e protrusioni discali, ciò significa che si tratta di normali processi di invecchiamento. Quindi, artrosi cervicale e protrusioni discali lievi/moderate non possono essere una spiegazione ragionevole del vostro dolore al collo, altrimenti il 98% delle persone dovrebbe soffrirne.

Tratto toracico:

Studi in risonanza magnetica di adulti sani senza alcuna storia di dolore dorsale o lombare hanno riscontrato come il 47% di loro soffrisse di degenerazione discale, il 53% di protrusioni discali ed il 58% mostrasse segni di lesioni discali nel tratto toracico. Cosa straordinaria, il 29% di questi adulti sani presentava una protrusione discale tale da deformarsi e premere contro il midollo spinale ma nessuno di loro ne era a conoscenza.6-7

Conclusioni:
Niente paura se i raggi o la risonanza magnetica che avete fatto mostrano “problemi” con i vostri dischi; possono essere semplicemente risultati comuni e normali,

 

 

Tratto Lombare:

Alcuni studi hanno mostrato come una degenerazione lombare discale sia presente nel 40% degli individui al di sotto dei 30 anni e nel 90% di quelli fra i 50 ed i 55 anni.8
Un altro studio ha mostrato che, fra i giovani adulti sani di età compresa fra i 20 ed i 22 anni senza dolore alla schiena, il 48% di loro aveva almeno un disco degenerato ed il 25% una protrusione discale.9

I medici a capo del dipartimento di neurochirurgia dell’università della California si sono schierati fortemente CONTRO l’uso di routine della risonanza magnetica nei casi di lombalgia, in quanto non hanno trovato ALCUNA CORRELAZIONE fra i cambiamenti degenerativi visti in RX o in risonanza magnetica e la lombalgia.10

Conclusioni:
Se i vostri raggi o la vostra risonanza mostrano “problemi” con i vostri dischi non dovete assolutamente preoccuparvi, possono essere normali cambiamenti che avvengono a partire dai 20 anni di età.

Anca:

Una revisione della letteratura scientifica ha individuato come vi sia solo una debole correlazione tra riduzione dello spazio articolare rilevato ai raggi X ed eventuali sintomi.11
Un altro studio infatti ha poi dimostrato come il 77% dei giocatori di hockey sani e senza alcun dolore presentassero in risonanza magnetica anomalie all’anca o al pube.12

Conclusioni:
Nessun panico se i vostri raggi o la vostra risonanza alle anche mostrano lesioni cartilaginee o diminuzione dello spazio; non è un segno di dolore o disabilità permanente.

Ginocchio:
Alcune ricerche hanno dimostrato come, se studiati ai raggi X, fino all’85% degli adulti senza alcun dolore al ginocchio avesse segni di artrosi. Questo significa che vi è una minima correlazione fra il grado di artrosi visto ai raggi ed il reale dolore.13
Un altro studio infatti ha mostrato come il 48% dei giocatori di basket in salute avessero delle “lesioni” ai menischi in RM.14

Conclusioni:
Nessuna paura se i vostri raggi o la vostra risonanza alle ginocchia mostrano segni di degenerazione, artrosi o lievi lesioni cartilaginee: sono segni assolutamente normali.

Caviglia:
Sebbene vi sia una correlazione tra fascite plantare e sperone calcaneare (o spina calcaneare), è altrettanto noto come il 32% delle persone senza dolore al piede o al tallone presenti uno sperone calcaneare visibile in RX.15

Conclusioni:
Un terzo della popolazione presenta una spina calcaneare ma non ha alcun dolore.

Spalla:
Studi tramite risonanza magnetica in adulti senza alcun dolore alla spalla hanno mostrato come il 20% di essi presentasse una lesione parziale della cuffia dei rotatori, mentre il 15% una lesione completa. In aggiunta, studiando persone dai 60 anni in su che non presentavano alcun dolore alle spalle né alcuna pregressa lesione, metà di loro (sì, il 50%) mostrava in RM una lesione della cuffia dei rotatori di cui non era assolutamente a conoscenza.16

Uno studio sui lanciatori professionisti nel baseball ha mostrato come, nonostante il 40% di loro mostrasse una lesione parziale o completa della cuffia dei rotatori, non avessero alcun dolore mentre giocavano e come, addirittura, rimanessero privi di dolore anche 5 anni dopo lo studio.17

Conclusioni:
Non preoccupatevi se l’ecografia alla vostra spalla (o la risonanza) mostrano una lesione alla cuffia dei rotatori; questa non è necessariamente associata a dolore.

 

 

Credits: APTEI (Advanced Physical Therapy Institute)

1 Kendrick D. et al. The role of radiography in primary care patients with low back pain of at least 6 weeks duration: a randomised (unblinded) controlled trial.
Health Technol Assess. 2001;5(30):1-69.
2 Ash LM et al., Effects of diagnostic information, per se, on patient outcomes in acute radiculopathy and low back pain. AJNR Am J Neuroradiol. 2008 Jun;29(6):1098-103
3 Modic MT et al., Acute Low Back Pain and Radiculopathy: MR Imaging Findings and Their Prognostic Role and Effect on Outcome Radiology. 2005 Nov;237(2):597-60
4 Okada E. et al., Disc degeneration of cervical spine on MRI in patients with lumbar disc herniation: comparison study with asymptomatic volunteers Eur Spine J. 2011 Apr; 20(4): 585–591
5 Matsumoto M et al., Prospective ten-year follow-up study comparing patients with whiplash-associated disorders and asymptomatic subjects using magnetic resonance imaging. Spine (Phila Pa 1976). 2010 Aug 15;35(18):1684-90
6 Matsumoto M et al., Age-related changes of thoracic and cervical intervertebral discs in asymptomatic subjects. Spine (Phila Pa 1976). 2010 Jun 15;35(14):1359-64
7 Wood KB et al., Magnetic resonance imaging of the thoracic spine. Evaluation of asymptomatic individuals. J Bone Joint Surg Am. 1995 Nov;77(11):1631-8
8 Cheung KM et al., Prevalence and pattern of lumbar magnetic resonance imaging changes in a population study of one thousand forty-three individuals Spine (Phila Pa 1976). 2009 Apr 20;34(9):934-40
9 Takatalo J. et al., Prevalence of degenerative imaging findings in lumbar magnetic resonance imaging among young adults. Spine (Phila Pa 1976). 2009 Jul 15;34(16):1716-21
10 Chou D et al., Degenerative magnetic resonance imaging changes in patients with chronic low back pain: a systematic review Spine (Phila Pa 1976). 2011 Oct 1;36(21 Suppl):S43-53
11 Chu Miow Lin D et al., Validity and responsiveness of radiographic joint space width metric measurement in hip osteoarthritis: a systematic review Osteoarthritis Cartilage. 2011 May;19(5):543-9
12 Silvis ML et al., High prevalence of pelvic and hip magnetic resonance imaging findings in asymptomatic collegiate and professional hockey players
Am J Sports Med. 2011 Apr;39(4):715-21
13 Bedson J et al., The discordance between clinical and radiographic knee osteoarthritis: a systematic search and summary of the literature BMC Musculoskelet Disord. 2008 Sep 2;9:116
14 Kaplan LD et al., Magnetic resonance imaging of the knee in asymptomatic professional basketball players. Arthroscopy. 2005 May;21(5):557-61
15 Johal KS et al., Plantar fasciitis and the calcaneal spur: Fact or fiction? Foot Ankle Surg. 2012 Mar;18(1):39-41
16 Sher JS et al., Abnormal findings on magnetic resonance images of asymptomatic shoulders. J Bone Joint Surg Am. 1995 Jan;77(1):10-5
17 Connor PM et al., Magnetic resonance imaging of the asymptomatic shoulder of overhead athletes: a 5-year follow-up study Am J Sports Med. 2003 Sep-Oct;31(5):724-7