L’abbigliamento compressivo funziona veramente?

19 gennaio 2018

Indossare abbigliamento compressivo può migliorare effettivamente la performance ed il recupero, o è solo una questione mentale? Questa è la domanda che è stata rivolta agli esperti.

Tutti gli atleti, dall’olimpionico al guerriero del fine settimana, hanno due obiettivi in comune: rendere il massimo possibile ed evitare infortuni.

L’abbigliamento compressivo si presenta con determinate caratteristiche: la capacità di migliorare la performance, accelerare il recupero dopo l’attività e diminuire il rischio di infortuni. Ma quanto di tutto questo corrisponde a verità?

Per scoprirlo vediamo quale è il parere autorevole di tre esperti del settore: James Broatch, dell’Australian Institute for Sport, attualmente portavoce di un brand di equipaggiamenti compressivi, Roger Kelly, fisioterapista e professore associato in fisioterapia e scienze riabilitative all’università di Nottingham, ed Ed Kerry, allenatore di corridori e atleta di endurance che sta al momento tentando di coprire 1000 miglia in 22 giorni correndo fra le quattro capitali inglesi, oltre che a Nick Harris-Fry, allenatore, blogger ed estraneo al mondo degli indumenti compressivi.

 

 

James Broatch: Australian Institute for sport ed esaminatore di indumenti compressivi

Sì, funziona. La compressione è tradizionalmente utilizzata in medicina per il trattamento di numerose problematiche circolatorie, fra cui linfedema (gonfiore solitamente di braccia o gambe), embolia polmonare (blocco di un’arteria nei polmoni) e trombosi venosa profonda. Recenti ricerche hanno anche riportato come la compressione sia efficace nel migliorare la performance muscolare ed il recupero.

Per esempio, una ricerca indipendente condotta dall’Australian Institute of Sport insieme ad altre istituzioni ha mostrato come gli indumenti compressivi migliorino la performance nella corsa e nella bici, diminuendo la quantità di acido lattico e migliorando l’economia della corsa.

In più, la compressione è stata riportata come migliorativa di numerosi aspetti del recupero post esercizio – fra cui il recupero della forza e della potenza muscolare – e capace di ridurre lo stato infiammatorio provocato dal danneggiamento del tessuto.

Sebbene il meccanismo preciso ancora non sia ben noto, si pensa che questi benefici siano associati alla migliore circolazione, alla migliore percezione del proprio corpo, alla ridotta vibrazione dei muscoli, così come al ridotto edema locale e al minore dolore post allenamento.

 

Fisioterapia e riabilitazione Fisiomedticino

 

Roger Kerry: professore associato, divisione di fisioterapia e scienze riabilitative presso l’Università di Nottingham

Alcune evidenze scientifiche supportano una percepita riduzione del fastidio post allenamento ed una ridotta diminuzione del tempo di recupero con l’uso di calze compressive durante l’attività e nelle 24 ore seguenti. Tuttavia le attuali evidenze stentano ancora a supportare l’idea che migliorino la performance o riducano la probabilità di infortuni.

Ogni effetto terapeutico è probabilmente dato da fattori psicologici, piuttosto che fisiologici.

Alcuni brand propongono calze compressive a pressione variata: più strette sulla caviglia e più larghe sotto al ginocchio o all’anca, così che il sangue sia facilitato nel risalire verso l’alto. Tuttavia alcuni studi hanno dimostrato che ogni effetto compressivo si va a perdere dopo cinque minuti di esercizio e che gli effetti, paragonati a calzature non compressive, sono gli stessi.

La migliore spiegazione per tutto questo risiede nel fatto che, probabilmente, gli effetti dipendono più da un effetto placebo che dal diverso gradiente compressivo. Sotto molti aspetti questo va comunque bene: fintanto che vengono percepiti dei benefici, il meccanismo che li genera non è più così importante.

Come avviene per molti altri oggetti progettati e venduti per migliorare la performance fisica, non vi è alcun danno nell’usarli, quindi provarli può assolutamente valerne la pena, sempre considerando il rapporto con il prezzo dell’oggetto stesso.

Soprattutto, non bisogna dimenticare che il provare nuovi oggetti non deve far perdere il senso di ciò che è veramente importante per prevenire infortuni e migliorare la performance in un atleta, ovvero un allenamento adeguato ed un sufficiente tempo di recupero.

 

Ed Kerry: allenatore di runner

Come ultramaratoneta e allenatore di corridori, spesso mi viene chiesto se l’abbigliamento compressivo funzioni realmente; solitamente scompongo la domanda in due punti: allenamento e recupero.

Per quanto riguarda la corsa sono stati eseguiti studi che hanno mostrato un lieve miglioramento nella soglia aerobica e nella quantità massima di ossigeno utilizzabile nei corridori. Secondo me, tuttavia, questo miglioramento non è tale da giustificare l’acquisto.

Personalmente, ho provato le calze e non ho notato alcun miglioramento massivo.

Riguardo al recupero, invece, sono molto più incline a consigliare un abbigliamento compressivo. Ho notato come questo aiuti il mio recupero consentendomi di aumentare la quantità di miglia corse il giorno seguente, presumibilmente grazie al migliorato afflusso sanguigno. Potrebbe anche essere solo parte dell’effetto placebo, ma personalmente mi sono sentito meglio e il giorno seguente mi sono allenato con maggior successo.

 

Nick Harris-Fry: Allenatore, blogger

Ho provato ad indossare abbigliamento compressivo sia durante la corsa che successivamente, per velocizzare il recupero. Sebbene non abbia notato grossi miglioramenti in termini di performance, ho deciso di continuare ad usarlo regolarmente dopo l’attività per accelerare il recupero.

Su di me ha funzionato molto bene in termini di recupero e, sebbene non possa escludere che sia colpa dell’effetto placebo, la percezione era quella che stesse attivamente “curando” le mie gambe. Non ho intenzione di ignorare qualcosa che mi aiuti a correre meglio, quindi, placebo o no, continuerò ad indossarlo dopo gli allenamenti.

 

Noi di Fisiomed Ticino vi consigliamo di provare personalmente per poter sperimentare, e capire, se è un approccio che fa per voi oppure no. Sebbene le evidenze scientifiche non supportino una reale efficacia ciò non significa che l’abbigliamento compressivo non abbia effetto: spesso l’esperienza empirica anticipa di molto le reali prove di efficacia.

 

Fonte: CoachMag.co.uk